Ci sono crimini peggior del bruciare libri.
Uno di questi è non leggerli.Iosif Aleksandrovich Brodsk
Éntula
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Let­tu­re an­ti­bul­li­smo

Sia­mo pro­fon­da­men­te con­vin­ti che "più cul­tu­ra per tut­ti" sia la so­lu­zio­ne a buo­na par­te dei ma­li del­la no­stra so­cie­tà. Quin­di ec­co la ri­spo­sta di Ma­re di Li­bri, il fe­sti­val dei ra­gaz­zi che leg­go­no, ai bul­li­smi di ie­ri e di og­gi: una bi­blio­gra­fia ra­gio­na­ta e ap­pas­sio­na­ta che con­di­vi­dia­mo e vi in­vi­tia­mo (que­sta sì) a far gi­ra­re.

Contributi: Ab­bia­mo per­so la bus­so­la?

biblioteca cina"Co­me fa­re a leg­ge­re una real­tà co­sì com­ples­sa, mul­ti­stra­to e, a vol­te, pa­le­se­men­te in­giu­sta?”
Va­ni­ty Fair ha chie­sto ad al­cu­ni espo­nen­ti del­la cul­tu­ra ita­lia­na di con­si­glia­re un li­bro-bus­so­la che pos­sa for­ni­re va­lo­ri e pa­ra­me­tri, in­di­ca­re una di­re­zio­ne. Tra lo­ro, ci so­no al­cu­ni au­to­ri che so­no sta­ti no­stri ospi­ti in que­sti an­ni (Igia­ba Sce­go, Chia­ra Va­le­rio...), per­ciò ab­bia­mo pen­sa­to di chie­de­re an­che agli al­tri au­to­ri che in que­sti an­ni so­no ve­nu­ti a pie­de lì­be­ros, o che ver­ran­no nei pros­si­mi me­si, di dar­ci la lo­ro bus­so­la per orien­tar­ci: ec­co il ri­sul­ta­to! 
 

Riflessioni utili: Fa­vo­le al te­le­fo­no 2.0

Una comunità di oltre 45 milioni di persone, per lo più adolescenti o postadolescenti, leggono sistematicamente contenuti di fiction sul cellulare: racconti fantasy, storie d’amore più o meno romantiche, opere di fantascienza e molto altro: è il fenomeno Wattpad, e a raccontarcelo, e a suggerirci riflessioni, è la redazione di TwLetteratura.

 

Tut­ti paz­zi per la let­tu­ra! 

DON QUIXOTENon fu per il tan­to leg­ge­re che don Chi­sciot­te im­paz­zì. Lo psi­chia­tra ga­li­zia­no Ti­bur­cio An­go­sto so­stie­ne che l’hi­dal­go ab­bia per­so il sen­no per­ché cer­ca­va un sen­so in quel­lo che leg­ge­va. Sof­fri­va di psi­co­si reat­ti­va e avreb­be avu­to bi­so­gno di tran­quil­lan­ti.
A quel ca­va­lie­re lan­cia in re­sta, scu­do an­ti­co, ron­zi­no ma­gro e le­vrie­ro ca­pi­tò qual­co­sa di inau­di­to: “si era im­mer­so tan­to nel­la let­tu­ra, che pas­sa­va le not­ti leg­gen­do da un’al­ba al­l’al­tra e i gior­ni da un tra­mon­to al­l’al­tro, e co­sì a for­za di dor­mi­re tan­to po­co e di leg­ge­re tan­to, gli si sec­cò il cer­vel­lo tan­to da per­de­re il sen­no." È co­sì che Mi­guel de Cer­van­tes de­scri­ve il mo­do in cui Alon­so Chi­scia­no di­ven­ne mat­to. Que­sto pas­so ha con­se­gna­to al­l’im­ma­gi­na­rio po­po­la­re l’i­dea che a far­lo im­paz­zi­re fu la quan­ti­tà di li­bri ca­val­le­re­schi che di­vo­ra­va. Pe­rò lo psi­chia­tra Ti­bur­cio An­go­sto Sau­ra ha tro­va­to una sfu­ma­tu­ra.

Riflessioni utili: L'as­so­cia­zio­ni­smo che ci fre­na

paroleingabbiaE se l'as­so­cia­zio­ni­smo, a vol­te, fos­se un fre­no per la cul­tu­ra?
Chie­der­lo in un pae­se co­me il no­stro suo­na qua­si co­me un'e­re­sia: le as­so­cia­zio­ni, in par­ti­co­lar mo­do quel­le non ri­co­no­sciu­te, so­no l'os­sa­tu­ra ci­vi­ca del­l'I­ta­lia. È at­tor­no al­l'as­so­cia­zio­ni­smo che si or­ga­niz­za la vi­ta cul­tu­ra­le dif­fu­sa sui ter­ri­to­ri, da­gli even­ti mu­si­ca­li a quel­li tea­tra­li pas­san­do per i grup­pi di ap­pas­sio­na­ti di ar­te e let­te­ra­tu­ra. In mol­tis­si­mi ca­si, le as­so­cia­zio­ni svol­go­no un la­vo­ro di al­fa­be­tiz­za­zio­ne cul­tu­ra­le di ba­se che le isti­tu­zio­ni non rie­sco­no a por­ta­re avan­ti. Co­me può, que­sto, es­se­re con­si­de­ra­to un osta­co­lo?

Partner: Di co­sa par­lia­mo quan­do par­lia­mo di Sar­dex

Mo­ne­ta a chi­lo­me­tro ze­ro. Mo­ne­ta al­ter­na­ti­va a tas­so ze­ro. Mo­ne­ta vir­tua­le con­tro la cri­si. Cir­cui­to di cre­di­to com­mer­cia­le. Mer­ca­to pa­ral­le­lo. Sem­bra che quan­do si par­la di Sar­dex si par­li so­lo di sol­di. Ma è so­lo que­sto, Sar­dex?
Sul­le ma­gliet­te di Lì­be­ros c’è scrit­to Con la cul­tu­ra si man­gia, e non ab­bia­mo cer­to ti­mo­re di par­la­re di sol­di, noi, ché chi la­vo­ra nel­la cul­tu­ra non è un’a­ni­ma bel­la che vi­ve d’a­ria. Ep­pu­re, quan­do pen­sia­mo a Sar­dex, noi di Lì­be­ros ve­dia­mo al­tro, so­prat­tut­to al­tro.

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Chi fa da sé non fa per me

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Babette's Feast
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Pron­tua­rio di ge­stio­ne dei con­flit­ti per pa­ga­re il con­to al bar

Ogni ter­ra ha la sua sto­ria e la sto­ria del­la Sar­de­gna è fat­ta di ac­co­glien­za e di ospi­ta­li­tà (a vol­te pu­re trop­pa). Lad­do­ve in al­tri luo­ghi si fa al­la ro­ma­na o si re­ci­ta am­ba­ra­bà­cic­ci­coc­cò con le di­ta in­cro­cia­te per ve­de­re a chi il fa­to get­te­rà ad­dos­so l'o­ne­re in­gra­to di pa­ga­re il con­to, in gran par­te del­l'i­so­la av­vie­ne esat­ta­men­te l'op­po­sto: as­su­mer­si il ruo­lo di sal­da­re le con­su­ma­zio­ni al­trui è un di­rit­to di ospi­ta­li­tà di­fe­so stre­nua­men­te con­tro chiun­que cer­chi di ap­pro­priar­se­ne sen­za ave­re ade­gua­ti ti­to­li. E poi­ché i ti­to­li per in­vi­ta­re ri­ten­go­no di aver­li tut­ti, la li­tur­gia per ve­ri­fi­ca­re chi è che li pos­sie­de ve­ra­men­te è in ul­ti­ma istan­za in ma­no al ba­ri­sta. Ma non è sem­pre pa­ci­fi­co, que­sto con­ten­zio­so.