Nessun vascello c'è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane.Dickinson Emily
Éntula

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Categoria Stanlio e Logli


Pigro! (Un ricordo di Ivan Graziani)

Ivan GrazianiGli dissi: “Ivan, ma Agnese esisteva davvero?”
Fece quel sorrisetto sghembo che è stato immortalato un sacco di volte, anche in copertine di LP, quando ancora si chiamavano così.

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I buoni e i cattivi

Homeland_web--400x300Sono consapevole di infilarmi in un ginepraio, soprattutto dopo gli sconcertanti avvenimenti di Boston (riguardo alle quali, sia chiaro, vorrei esprimere una condanna senza se, senza ma, e senza distinguo), ma la cosa che mi ha più colpito di Homeland è che, ancor più della prima, in cui questa tendenza era già marchio di fabbrica, in questa seconda stagione è veramente impossibile capire chi ha ragione fino in fondo, e chi viene mosso da ideali non contaminati da calcoli personali o da cadaveri nell’armadio.
Ma d’altra parte questa, in cui la serie sta stracciando ogni record di ascolti non è più - per fortuna - l’America dello sceriffo ottuso George Bush junior, dove il bianco era candido a costo di chiudere gli occhi all’evidenza e il nero così nero da non credere che possa esistere in natura.

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Sono orfano del Trono di spade

Sono orfano del Trono di spade, ma l’attesa sta per finire. Perché tra un mese sarà di nuovo tra noi. O meglio, negli Usa la terza serie è già in onda, e la prima puntata ha superato ogni record di download da parte degli internauti. Ma anche per chi lo vede doppiato, ormai manca poco, per il ritorno del Trono di spade. O Game of Thrones, come dicono quelli che hanno letto la saga di George R.R. Martin, che ha il pregio, rispetto alla realizzazione televisiva, di dettagliare di più – per ovvia prerogativa del mezzo letterario – la ragnatela di relazioni regolari, irregolari, uterine, illegittime, viscerali che si snodano tra le decine di personaggi della serie. Perché diciamocelo: il Trono di Spade non si fa mancare nulla. 

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La ballata di Rino

 
Tutto finì il 2 Giugno di parecchi anni fa, era il 1981, con una macchina schiantata contro un camion, a Roma, sulla Nomentana.
Andava troppo forte? Non si riesce a capire. Non si capiscono molte cose – troppe - di quell’incidente. Troppe lacune.
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