La letteratura? Farà la fine del latino
Ricomincia la scuola per molti studenti e noi vi proponiamo come provocazione un articolo che in questi giorni sta infiammando le strade letterarie del web. Lo ha scritto un professore canadese e parla del rapporto tra programmi scolastici moderni e insegnamento della letteratura, auspicando che venga insegnata... un po' meno. Una boutade o solo realismo? Giudicate voi.
Lo studio del latino si è estinto perché il latino era diventato una "lingua morta" che non poteva più essere usata per dire niente. Era un affascinante anacronismo. Oggi la lettura di opere letterarie a scuola sta facendo lentamente la stessa fine. "E allora?" - sembrano pensare gli studenti - "Tanto non mi servirà mai a nulla!" La letteratura è stata rimpiazzata dalle "attività di alfabetizzazione", che sono interattive e anche on line, per "coinvolgere gli studenti di oggi". Nessuno potrebbe sostenere che l'alfabetizzazione non sia una capacità essenziale nella vita - uno ne ha bisogno per decodificare le istruzioni di un bancomat così come per leggere il titolo di un video su YouTube - ma la lettura continuata di testi di molte pagine sta diventando rapidamente obsoleta, proprio come il latino.
Siamo approdati nel mondo dei tre minuti. Tutto ciò che richiede più tempo non ne vale la pena. Questa è la misura della nuova capacità di attenzione. Allo stesso tempo la lunghezza dei materiali che gli studenti sono tenuti a leggere a scuola aumenta parallelamente al loro uso degli schermi. Nei primi due anni del liceo i programmi iniziano a includere lo studio del romanzo e man mano che si sale di grado scolastico è richiesta la lettura di testi significativamente più lunghi e più complessi.