La persecuzione contro i libri è propria di tutti i regimi dispotici, e basterebbe questo per farci amare la lettura.Corrado Augias
Éntula

Magnifica ossessione: matrimoni d'interesse

Quelle tra i libri e i film sono relazioni tormentate, dicevamo nell’ultima puntata di questa rubrica. Ma non solo. Tra la penna e la pellicola c'è una specie di storia d’amore che approda sovente a un matrimonio d’interesse. Un paio d’anni fa l’Associazione Italiana Editori ha promosso un’indagine sul rapporto su cinema ed editoria: è risultato che uno su cinque film usciti nelle nostre sale è tratto da un libro. Addirittura uno su tre considerando quelli di produzione nazionale, mentre ben il 50% dei film tratti da libri registra incassi superiori a quelli medi. Nel quinquennio 2005-2009 si sono contati 200 titoli tratti da opere letterarie, con un aumento di oltre il 20% rispetto ai cinque anni precedenti. Ovviamente più del 70% di questi titoli sono editi dai grandi gruppi (Mondadori, Rcs e GEMS), il resto dai piccoli e medi editori (Baldini Castoldi Dalai, Fandango Libri, Fazi, Newton Compton, ecc.). Pare infine che l’aver letto il libro sia al quinto posto tra i fattori che guidano gli spettatori alla scelta di un film da andare a vedere. Viceversa, l’aver visto il film è al terzo posto tra i fattori che determinano la scelta di un libro da leggere. Saranno aridi, ma sono numeri che contano molto nelle strategie del mercato editoriale e della produzione cinematografica. Diciamo anzi dell’audiovisivo, intrecciato ormai indissolubilmente – se non identificatosi – col primo. Matrimoni d’interesse, appunto, che conducono – nel Bel Paese degli Scrittori Esordienti - a industriarsi.