Quanti di noi sarebbero naufraghi senza speranza in una notte atlantica, senza le voci che si levano e ci chiamano dai libri.Guido Ceronetti
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Caro Comune di Cagliari, riprenditi i soldi

Negli scorsi giorni il comune di Cagliari guidato da Massimo Zedda (nella foto) ha reso noto con una delibera l'importo e i destinatari dei finanziamenti alla cultura. Lo stanziamento complessivo è di circa 380mila euro, giudicati dagli operatori una cifra troppo bassa per una giunta che della cultura aveva fatto il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale. Ma le polemiche vere sono sorte intorno ai criteri con cui la cifra è stata ripartita tra i soggetti che avevano presentato domanda di finanziamento. Il comune ha infatti deciso di non scegliere singoli progetti meritevoli e finanziarli per intero, ma di dare poche risorse a tutti, ritenendo forse più salomonico non lasciare nessuno a bocca asciutta; la scelta però si è rivelata un boomerang. Molte associazioni che avevano presentato progetti per dieci, venti o trentamila euro e si sono viste finanziare di mille, duemila o tremila euro, hanno giudicato questo criterio di assegnazione come un'offensiva elemosina, un contentino inutile. La scelta di non scegliere è stata criticata come la spia dell'assenza di una visione culturale per la città. Qualche operatore ha preso la forte decisione di rinunciare ai finanziamenti, come l'associazione culturale Carpe Diem. Pubblichiamo la loro lettera di rinuncia perché solleva temi sui criteri di ripartizione delle risorse pubbliche a beneficio della cultura che sono generali e non solo cagliaritani.

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Il Marina Cafè Noir non si farà

“Non è un paese per Festival”, ma anche “Harakiri”, “Non è periodo”, “La fine del mondo”, “In direzione ostinata e contraria”, per arrivare a un più sobrio “Vento contro”; sono alcuni dei potenziali titoli che nei mesi scorsi l’Associazione Chourmo, che da sempre organizza a Cagliari il Marina Café Noir, ha squadernato sul banco di lavoro per festeggiare nel modo migliore il suo decennale, “Dieci anni di storie, incontri, utopie”, come avrebbe recitato il sottotitolo. Scriviamo “avrebbe”, perché l’atmosfera dark di questi titoli ha infine prevalso sulla voglia di fare festa, e il senso della realtà ha, questa volta e purtroppo, prevalso sull’utopia: il decimo Marina Café Noir non si farà.

Questa è la notizia, secca e ferale: il primo Festival di letteratura in Sardegna per ordine di tempo – il primo a festeggiare il decennale, appunto – saluta e va via. Scompare al decimo anno, portandosi via molte aspettative (e ci dispiace, davvero) e alcune certezze: non basta lavorare sodo e trasformare un quartiere, non basta ospitare – tra gli innumerevoli – Roberto Saviano, Paco Ignacio Taibo o Serge Latouche (e Gian Maria Testa, Marco Baliani, Marc Augè, Emanuele Crialese, Leonardo Padura Fuentes, Massimo Carlotto, Luis Sclavis, Iaia Forte, Roy Paci, Serge Quadruppani, Enrico Brizzi, Stefano Tassinari, Tito Topin, Wu Ming, Uliano Lucas, Thierry Fabre, Nanni Balestrini, Gavino Murgia, Sebastien Izzo, Paolo Archetti, Aureliano Amadei, Pino Cacucci, Loredana Lipperini, Antonello Salis, Mario Dondero e tanti, tanti altri); non basta inventare e realizzare decine e decine di reading e spettacoli inediti, non basta raccontare la città in maniera originale all’Italia e oltre, e fare tutto questo nella gratuità più assoluta per il pubblico; il momento è tale, a oggi, fine luglio 2012, cioè a poco più di due mesi dalla data d’inizio prevista, 13 settembre, da impedirci di portare avanti il progetto, e preferire l’onestà e la schiettezza all’azzardo e la cocciutaggine. Perché, e la metafora sarà pure stantia ma calzante, non si fanno le nozze coi fichi secchi.

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Appuntamenti imperdibili: Molto orgoglio, nessun pregiudizio

Pavoncella del Pride SardegnaÈ passato più di un secolo da quando Oscar Wilde veniva condannato per sodomia e ci lasciava in eredità il De profundis, ma è solo da poco più di quarant’anni che “l’amore che non osa pronunciare il suo nome” osa mostrarsi alla luce del sole: da quando, la notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, all’ennesima irruzione della polizia in un locale gay di New York, si scatenò la rivolta. Quel locale era lo Stonewall Inn, nel Greenwich Village, e da allora il 28 giugno si celebra il Gay Pride.
Per il primo Pride Sardegna, sabato 29 giugno anche Cagliari si tinge dei colori dell’arcobaleno e accoglie al Poetto migliaia di persone in festa.
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Appuntamenti imperdibili: L'uomo che sussurrava al PD

Emiliano DeianaUn sindaco-scrittore protagonista dei social network. No, non è Federico Moccia, e nemmeno Walter Veltroni. Da Bortigiadas Emiliano Deiana osserva il mondo e distilla i suoi post incurante dei mal di pancia che potrebbero causare ai maggiorenti locali e nazionali del suo partito: il PD.
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Gianni be good: Tutti quanti voglion fare jazz

sunra-s51Quanti anni son passati: dieci, dodici, quindici? Chissà. Eppure mi ricordo ancora di quella volta che alla conferenza stampa di presentazione del festival jazz di Sant’Anna Arresi, Basilio Sulis si presentò senza barba, e quasi non lo riconobbi, tant’è che secondo me lui ci rimase male. Non molto, appena un po’. Ma giuro che io prima d’allora davvero non l’avevo mai visto Basilio Sulis senza barba. Per cui riconoscerlo mi costò una certa fatica, e se non fosse stato per quegli occhi stretti e puntuti che mentre sorridono sembrano trafiggerti, di certo non l’avrei mai riconosciuto.
 
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Appuntamenti imperdibili: Gianfranco Viesti a piede lìberos

VIESTI_eAPLSenza il Sud, l'Italia sarebbe più ricca, e crescerebbe di più. Le regioni del Sud inghiottono senza frutto un fiume di risorse pubbliche. Sono soldi sprecati, sottratti all'Italia che produce ed è costretta a mantenere i meridionali. Sono soldi che finiscono nelle mani di politici corrotti e organizzazioni criminali. D'altronde i meridionali sono diversi dagli altri italiani: non hanno senso civico, sono familisti, hanno storia e cultura a sé. 

Questi sono gli argomenti del teorema meridionale. Che ha una sua logica. Ma è falso.

Gianfranco Viesti dimostra perché.
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Appuntamenti imperdibili: Cagliari Capitale della Cultura 2019: appuntamento con Next, la Repubblica degli Innovatori

Francesca CasulaDalla nascita del web italiano ai mattoni di alghe e terra, al giro del mondo in bicicletta: tra i nexter sardi, giovedì sera sul palco, ci sarà anche Lìberos.
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Buone notizie: Il Bastione riapre. Per non chiudere più.

Riapre la libreria Il Bastione di CagliariA Cagliari sono in molti a ricordare l'invasione di post-it appesi dai clienti sulla vetrina della libreria Il Bastione in occasione della sua chiusura. Era il 2008, e per la prima volta la libreria veniva costretta ad abbassare la serranda per le prime avvisaglie della crisi economica. Avrebbe riaperto dopo poco più di un anno, nel dicembre 2009 tra le feste dei lettori, per poi chiudere di nuovo a gennaio 2013.

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Appuntamenti imperdibili: Il vento di Éntula torna a soffiare: Fa­bio Ge­da e Mar­co Ma­gno­ne a pie­de lì­be­ros

Geda_MagnoneÉn­tu­la in­tro­du­ce la sua IV edi­zio­ne con l’an­te­pri­ma de­di­ca­ta al nuo­vo ro­man­zo che Fa­bio Ge­da ha scrit­to in­sie­me a Mar­co Ma­gno­ne: BER­LIN. I fuo­chi di Te­gel (Mon­da­do­ri), pri­mo vo­lu­me di una sa­ga che dà ini­zio a un nuo­vo mon­do.

Gli au­to­ri si ci­men­ta­no con la let­te­ra­tu­ra per gio­va­ni adul­ti con un ro­man­zo di­sto­pi­co am­bien­ta­to nel­la Ber­li­no de­gli an­ni ’70. Un mon­do sen­za adul­ti do­ve gli eroi so­no i ra­gaz­zi. Gli in­con­tri con le scuo­le so­no sta­ti pen­sa­ti in mo­do da coin­vol­ge­re gli stu­den­ti in ma­nie­ra at­ti­va: a par­ti­re dal­la let­tu­ra dei li­bri e dei dia­ri i ra­gaz­zi, di­vi­si in grup­pi e coor­di­na­ti da­gli in­se­gnan­ti, po­tran­no im­me­de­si­mar­si in una si­tua­zio­ne co­me quel­la di Ber­lin (do­ver vi­ve­re nel­la pro­pria cit­tà ma in un mon­do sen­za adul­ti) con­fron­tan­do­si poi con gli au­to­ri.
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Appuntamenti imperdibili: Én­tu­la di giu­gno: un­di­ci ap­pun­ta­men­ti da Car­bo­nia a Val­le­do­ria

Ro­ma­na an­cheIl me­se di giu­gno sa­rà ric­co di ap­pun­ta­men­ti del Fe­sti­val Én­tu­la: LibCopFB_giugnosi par­te con Fe­de­ri­ca Tu­zi  che sa­rà a pie­de Lì­be­ros il 5 giu­gno a Car­bo­nia, il 7 a Igle­sias e il 12 a Ca­glia­ri con il suo Più ve­lo­ce del­l'om­bra, edi­to da Fan­dan­go. Ales­san­dro Maz­za­rel­li ve­ner­dì 8 giu­gno apre la se­con­da edi­zio­ne di San­lu­ri­Leg­ge, con il ro­man­zo L'uo­mo in blu (El­liot edi­zio­ni) che pre­sen­te­rà con Fla­vio So­ri­ga al Ca­stel­lo giu­di­ca­le. Se­con­do ap­pun­ta­men­to a Sas­sa­ri lu­ne­dì 11 giu­gno al Via Ro­ma 105. Sa­rà quin­di la vol­ta di Fran­co Ber­ri­no e Da­niel Lu­me­ra, au­to­ri in­sie­me a Da­vid Ma­ria­ni di Ven­tu­no gior­ni per ri­na­sce­re. Il per­cor­so che rin­gio­va­ni­sce cor­po e men­te (Mon­da­do­ri) già se­gui­tis­si­mo: lo pre­sen­te­ran­no in un mi­ni tour tut­to al nord, il 12 giu­gno ad Al­ghe­ro,  il 13 a Sas­sa­ri e il 14 a Val­le­do­ria.  An­co­ra, nuo­vo ap­pun­ta­men­to con San­lu­ri­Leg­ge al Po­lo cul­tu­ra­le Par­co de­gli Sco­lo­pi il 22 giu­gno con Ro­ber­ta Ba­le­struc­ci Fan­cel­lu e la sua gra­phic no­vel Ken Sa­ro Wi­wa edi­ta da Bec­co­gial­lo.  A Ca­glia­ri il 23 giu­gno, nel Foyer del Tea­tro Mas­si­mo, con Nois il Tg dei Mi­gran­ti pre­sen­tia­mo L'i­so­la dei giu­sti con il suo au­to­re Da­nie­le Biel­la, per spo­star­ci poi il 25 giu­gno a Sas­sa­ri do­ve Mas­si­mi­lia­no Pa­ni­ga pre­sen­te­rà Ma­rio Ber­lin­guer. Av­vo­ca­to, ma­gi­stra­to e po­li­ti­co nel­l'I­ta­lia del No­ve­cen­to (Fran­co An­ge­li edi­to­re). 
 Leg­gi i det­ta­gli ne­gli Even­ti
An­ni Ot­tan­ta: il re­gno dei pa­ni­na­ri, del­le grif­fe, del­le die­te af­fa­man­ti e del­l'ae­ro­bi­ca di Ja­ne Fon­da. In un vil­lag­gio re­si­den­zia­le del­la pe­ri­fe­ria be­ne di To­ri­no vi­ve Ales­san­dra, fi­glia gras­sot­tel­la di una cop­pia di bel­lis­si­mi, pie­na di tic e sen­za un ami­co, man­gia­tri­ce com­pul­si­va pe­ren­ne­men­te a die­ta. Ale si ag­gi­ra fra l'ip­po­dro­mo e la sta­zio­ne di Por­ta Nuo­va, un cen­tro spor­ti­vo e un ri­sto­ran­te per ce­ri­mo­nie. Co­sa cer­ca? Pri­ma di tut­to il ci­bo e poi un flip­per con cui sba­ra­glia­re la so­li­tu­di­ne e un gran­de amo­re che ha mol­ti vi­si ma ogni vol­ta lo stes­so no­me: Ele­na. Ad aspet­tar­la a ca­sa, con un ve­lo di pre­oc­cu­pa­zio­ne, i suoi ge­ni­to­ri che so­no due su­pe­re­roi del­le se­rie tv: il pa­dre è co­me Ma­gnum P.I., bel­lo e scan­zo­na­to, o al­me­no lo era, la ma­dre è una Char­lie's An­gel che si af­fan­na nel ten­ta­ti­vo di ri­sol­ve­re il re­bus del­la vi­ta per­fet­ta, os­ses­sio­na­ta dal fit­ness e gu­ru del­la Weight Wat­chers. E poi c'è la non­na, che ha pron­to un cam­bio nel­l'ar­ma­dio per quan­do fi­ni­rà al­l'o­spe­da­le, e un non­no che non ha mai co­no­sciu­to e che Ale cer­ca in tut­ti i vec­chi che in­con­tra. Al­la fi­ne ar­ri­va Fri­da, un cuc­cio­lo di ca­ne, in­di­pen­den­te e ri­bel­le co­me lei, che a po­co a po­co le in­se­gna co­s'è un le­ga­me.
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