Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca.Proverbio cinese
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Come votare Lìberos al bando Che Fare

Lìberos ha superato la prima selezione degli oltre 500 progetti nel concorso "CHE–FARE" indetto dall'associazione Doppiozero che premierà l’unico vincitore con la somma di 100mila euro da investire interamente in cultura.

Per entrare tra i primi 5 finalisti occorrono i voti di tutti! Infatti in questa seconda fase dobbiamo dimostrare di essere impattanti e radicati sul territorio di riferimento e di poter arrivare ad un numero molto elevato di persone. Solo i 5 progetti più votati passeranno alla terza ed ultima fase, quella della selezione da parte di una giuria tecnica. Per votare entra nel sito www.che-fare.com e selezione il progetto Lìberos scorrendo tra tutti i 32 progetti, oppure seleziona il nr. 24 dalla ghiera centrale. Si aprirà la pagina di Liberos.

Sulla sinistra troverai il pulsante "vota" e cliccandolo si aprirà una pagina dove per autenticarti nel sito potrai usare Facebook (metodo più veloce) oppure dovrai compilare nome, cognome, indirizzo mail e username e password. Username e Password potete immetterle a vostra scelta, l'indirizzo mail deve essere quello reale poiché per garantire la correttezza delle votazione e assicurarsi che un individuo corrisponda ad un solo voto, arriverà a quell'indirizzo una mail con un link. Dovrete cliccare su quel link che vi ricondurrà al sito di Che Fare, ritornare alla pagina del progetto Lìberos e finalmente votare cliccando il pulsante "vota" 1 sola volta (cliccandolo più volte annullereste il voto).
Chi è iscritto a Facebook invece si potrà loggare nel suo account, evitando la procedura della mail e votando più velocemente. Vi verrà richiesto di autorizzare l'applicazione per autenticarvi cliccando sul pulsante "vai all'applicazione", una volta fatto potete tornare alla pagina dove premere il pulsante "vota".

Dai forza al progetto che in Sardegna sta mettendo  in rete scrittori, librai, bibliotecari, editori, agenti letterari, associazioni culturali, festival che lavorano per promuovere la  lettura e la crescita socio-culturale della nostra terra.
100mila euro per la cultura in Sardegna dipendono anche da te!
 
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Votate!

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Dieci buoni motivi per votarci al bando CheFare

Sono-fortemente-indeciso-a186940741) Perchè i lettori adesso hanno un social network dove scambiarsi passioni e informazioni.

2) Perché anche i paesi piccoli vengono raggiunti da proposte interessanti.

3) Perché la scelta degli appuntamenti si è ampliata e il loro numero è aumentato.

4) Perché le piccole associazioni non sono più sole, ma dialogano con autori e librai.

5) Perchè i librai stanno lavorando di più insieme per migliorare l'offerta.

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100 mila euro per Lìberos? Dipende da te

Se fai un buon progetto, ti regalo 100mila euro”.

Quale operatore culturale non ha mai sognato di sentirsi dire questa frase?

A noi l'ha detta qualche mese fa un'associazione chiamata DoppioZero e, anche se ci sembrava troppo bello per essere vero, abbiamo deciso di crederci. Abbiamo partecipato al loro bando e gli abbiamo raccontato Lìberos, dicendo (con foto, parole e video che trovate anche qui) chi siamo e cosa stiamo cercando di fare. Insieme al nostro sono arrivati altri 500 progetti culturali, tra i quali l'associazione DoppioZero ha scelto 32 semi finalisti: Lìberos è tra questi e per noi è già un grande riconoscimento. Ma non è finita.

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Appuntamenti imperdibili: Innovazione sociale: oggi l'incontro con Geoof Mulgan

Geoff Mulgan è considerato uno dei policy maker più innovativi d’Europa. Il suo nome è legato alla nascita e allo sviluppo di due importanti enti privati inglesi che si collocano a metà strada tra charity, think thank  e social investor: la Young Foundation – che ha diretto dal 2004 fino al 2011- e il National Endowment for Science, Technology and the Arts  (Nesta) di cui è attualmente CEO.
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Riflessioni utili: L'as­so­cia­zio­ni­smo che ci fre­na

paroleingabbiaE se l'as­so­cia­zio­ni­smo, a vol­te, fos­se un fre­no per la cul­tu­ra?
Chie­der­lo in un pae­se co­me il no­stro suo­na qua­si co­me un'e­re­sia: le as­so­cia­zio­ni, in par­ti­co­lar mo­do quel­le non ri­co­no­sciu­te, so­no l'os­sa­tu­ra ci­vi­ca del­l'I­ta­lia. È at­tor­no al­l'as­so­cia­zio­ni­smo che si or­ga­niz­za la vi­ta cul­tu­ra­le dif­fu­sa sui ter­ri­to­ri, da­gli even­ti mu­si­ca­li a quel­li tea­tra­li pas­san­do per i grup­pi di ap­pas­sio­na­ti di ar­te e let­te­ra­tu­ra. In mol­tis­si­mi ca­si, le as­so­cia­zio­ni svol­go­no un la­vo­ro di al­fa­be­tiz­za­zio­ne cul­tu­ra­le di ba­se che le isti­tu­zio­ni non rie­sco­no a por­ta­re avan­ti. Co­me può, que­sto, es­se­re con­si­de­ra­to un osta­co­lo?
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