Ci sono crimini peggior del bruciare libri.
Uno di questi è non leggerli.Iosif Aleksandrovich Brodsk
Éntula

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Riflessioni utili: Promozione della lettura: All. Together. Now.

È online, disponibile sul sito dell'associazione Forum del Libro, il tanto atteso I Rapporto sulla promozione della lettura in Italia, 307 pagine che meritano attenzione.

Chi si occupa in qualche modo di promozione della lettura ci troverà poche sorprese, e tuttavia la conferma che si sta andando nella giusta direzione non è poco, in tempi in cui le statistiche continuano a darci per sconfitti. Chiunque voglia fare seriamente promozione della lettura sa che il cammino è lungo e che i risultati si vedranno solo nel lungo periodo, ma non per questo si arrende. Nessun coniglio viene fuori dal cilindro del Forum, né cure miracolose per i mali cronici di cui soffre la cultura nel nostro Paese, e però qualche incoraggiamento e alcune indicazioni sulla direzione da percorrere ci sono.

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Echi da Vicenza: il futuro del libro passa da qui

fraIl Forum del Libro di Vicenza è un posto molto tecnico, con temi e scopi che - per linguaggio e specificità - riguardano prevalentemente gli addetti ai lavori. Il fatto che mi abbiano invitata per parlare di Lìberos in quel contesto significa una cosa importante e per certi versi molto nuova: chi sta cercando di affrontare la crisi del calo dei lettori si sta anche interrogando sulle modalità che dal basso stanno cercando di resisterle, a prescindere dalle leggi sugli sconti, dalle dinamiche editoriali pure e dalle scelte politiche più o meno azzeccate. Non era così ovvio, anzi: in passato non lo è stato mai. Le relazioni sono spesso state considerate collaterali alla promozione del libro e al massimo funzionali, ma mai strutturali. Cambiare il paradigma e trasformarle da conseguenza in metodo è un processo che si può considerare ancora in corso nell'editoria italiana e forse la crisi in questo senso è un bene, perchè costringe a valutare strade che fino a ieri erano rubricate nel migliore dei casi come simpatiche note di costume a margine dei duri numeri dell'industria editoriale.

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Buone notizie: La let­tu­ra e il “ca­so Sar­de­gna”

istatL’I­STAT ha ap­pe­na fat­to co­no­sce­re i da­ti sul­la let­tu­ra di li­bri in Ita­lia nel 2014. Le co­se non van­no be­ne: con­ti­nua il ca­lo dei let­to­ri (il 41,4% de­gli ita­lia­ni ha let­to al­me­no un li­bro nel­l’ar­co del­l’an­no, ri­spet­to al 43% del 2013 e al 46% del 2012), che ci ri­por­ta esat­ta­men­te al­la si­tua­zio­ne del 2002. A quat­tro an­ni di au­men­to del­la per­cen­tua­le dei let­to­ri re­gi­stra­to dal 2007 al 2010, sia pu­re di un pun­to al­la vol­ta, fa se­gui­to un pe­rio­do di de­cre­sci­ta piut­to­sto pre­ci­pi­to­sa: nel­l’ul­ti­mo bien­nio qua­si cin­que pun­ti per­cen­tua­li in me­no.
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