Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle.
Un libro deve essere un pericolo.Emil Cioran
Éntula

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Appuntamento al buio

booksDicono le statistiche editoriali che i libri si comprino d'impulso per tre motivi: il titolo, il nome dell'autore e la copertina. Se siete lettori forti può incidere anche una buona quarta di copertina e qualche carotaggio di lettura qua e là, ma nove volte su dieci sono le due facciate a stabilire il contatto decisivo con il portafoglio del lettore. Per conquistargli anche il cuore bisognerà aspettare che il libro venga letto ed è allora, come in tutte le storie d'amore nate sulla base di un'impressione troppo superficiale, che sorgono le delusioni. Copertine sbagliate, titoli fuorvianti per romanzi che parlano di tutt'altro, fascette aziendali e testi pessimi ci lasciano spesso delusi e con la spiacevole sensazione di essere stati truffati. E se la soluzione fosse nascondere la copertina? Guardate come ha fatto questo libraio.
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Paparazzi di librerie

La libreria in casa del lettore è il più rilevante dei mobili, oggetto di culto costante e spesso terreno di lotta feroce con le persone con le quali si divide l'abitazione, perché nessun mobile della casa ha la stessa spiccata propensione ad allargarsi a dismisura occupando tutto lo spazio vuoto disponibile. Abbiamo visto case con librerie-letto, librerie-tavolo, librerie in bagno e librerie sospese su ballatoi costruiti apposta. Abbiamo fatto conoscenza con librerie-armadio, librerie in scatola, librerie in colonna e librerie a ponte e sempre con la consapevolezza che ciascun lettore ne ha una e ne vorrebbe dieci. Ma solo in pochi arrivano a immaginare di poter essere il Fabrizio Corona delle librerie, intento a paparazzarle e cedere il servizio in esclusiva. Questo è il momento di cominciare!
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Come ti trasformo la chiesa in libreria

chiesa1Chiese che diventano biblioteche e edifici religiosi che ospitano librerie? In Italia sarebbe impensabile, ma nel resto d'Europa non è così folle immaginare che i luoghi di culto, sempre meno frequentati per il loro uso naturale, possano vivere nuove vite destinandosi ad altri scopi. Per le fedi è indubbiamente una dichiarazione di sconfitta trasformare in scaffali le nicchie dei santi e in teche per i libri i monumentali anfratti dell'architettura cristiana medievale; invece per le comunità religiose questo è spesso l'unico modo intelligente per salvare strutture pregevoli e antiche, ma dalla costosissima manutenzione. E' davvero una bestemmia valorizzare la loro bellezza urbanistica in altri modi, visto che nessuno ci va più a pregare? In Olanda hanno deciso di no.
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Addio a un'altra libreria? Sassari sabato si mobilita

cartaStiamo cadendo come mosche, dicono. E uso il plurale, stiamo, accompagnato da gesti scaramantici e apotropaici. Perché a rischio-caduta siamo tutti: librai, editori, autori, bibliotecari ma anche lettori. “Oggi a me, domani a te” è una di quelle frasi che piombano dall’alt(r)o quasi come maledizioni. Ma basterebbe rovesciarla, “Oggi a te, domani a me”, per farne un motto preventivo che scateni quel coinvolgimento emotivo che spesso latita, presi come siamo a correre come mosquitos inseguiti dal Raid e a pensare che “tanto, certe cose succedono sempre agli altri”.
Gli altri, oggi, sono Franca e i suoi Petali di Carta: l’unica libreria per ragazzi di Sassari che ha appena annunciato la chiusura, a giugno.
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140 scrittori veneziani levano la voce per le loro librerie

Di Venezia abbiamo scritto qualche giorno fa a proposito della scandalosa multa imposta dal comune alla libreria Marco Polo per una locandina senza timbro che pubblicizzava un reading in libreria. Lo abbiamo fatto solidalmente a prescindere, ma lo abbiamo fatto anche perché la situazione di non riconoscimento istituzionale che quella libreria denunciava è la stessa in cui vivono quotidianamente anche i librai di Sardegna, negati nel loro ruolo di animatori culturali e di soggetti di protezione delle relazioni di prossimità nei quartieri dove operano da anni.
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Venezia e le sue librerie invisibili (solo a Venezia?)

La libreria Marco Polo ieri a Venezia ha oscurato le sue vetrine in segno di protesta. Lo ha fatto contro il governo che dopo quasi due mesi ancora non c'è? Non proprio. Allora lo ha fatto contro il rischio di attacco nucleare coreano? Sarebbe comprensibile, ma il motivo purtroppo è un altro. Lo spiegano loro stessi in un comunicato amarissimo che suscita domande ben oltre la laguna veneta. "A tutti i nostri clienti ed amici, veneziani e non, avremmo sperato di non dover fare questo appello ma uno strano scherzo del destino ha voluto che proprio oggi, questa mattina, in un particolare momento in cui le librerie veneziane sono alla ribalta della cronaca per l'annunciata chiusura della Libreria Goldoni e del Laboratorio Blu, ci fossero recapitate due multe (per un totale di Euro 1007,07) per un'affissione di UNA locandina di un reading senza timbro in un sottoportico." Quello che i librai hanno deciso di fare è un'affermazione di principio che ha qualcosa da dire anche a chi non vive a Venezia.

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Buone notizie: Ecco come la Francia salverà le sue librerie

In tutta Europa le librerie sono in crisi, ma non in tutta Europa si stanno facendo le stesse azioni. Aurélie Filippetti, ministra della cultura francese di evidente origine italiana, ha le idee chiare su come vuole salvare le librerie francesi dallo strapotere del mercato on line. Le ha illustrate un mese fa al Salone del Libro di Parigi, annunciando un piano di aiuti e correttivi legislativi che in Italia suonano come pura fantascienza: subito 9 milioni di euro destinati ai librai indipendenti, un fondo di sostegno, limiti all'azione dei colossi digitali e la nomina di un mediatore del libro. Perché?

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Orizzonti piccoli? Librerie più grandi e librai che collaborano, come a Nuoro

pierfraSe continui a fare quel che stai facendo – amava dire il guru dell'imprenditoria John M. Capozzi – otterrai solo quello che stai ottenendo. In un momento di difficoltà economica e sociale come quello che sta vivendo la Sardegna, quello che si riesce a ottenere con i sistemi consolidati non basta più, sia in termini qualitativi che economici. Il modello dell'eccellenza solitaria, un mito individualista di cui spesso anche tra sardi ci siamo compiaciuti, davanti ai cambiamenti di questi anni sta mostrando tutti i suoi limiti. È in momenti come questo, quando le certezze saltano e le vecchie ricette non funzionano più, che ci vogliono scelte non convenzionali e il coraggio un po' profetico di fare gesti nuovi. Il mondo della cultura, fucina naturale delle minoranze creative, sta facendo da apripista anche attraverso scelte come quella delle librerie Miele Amaro e Mondadori di Nuoro, che hanno deciso di collaborare e unire le forze in un’unica struttura: la rinnovata e ampliata Miele Amaro in Corso Garibaldi. 

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E-leggiamo le persone giuste: lettera dei lettori ai loro candidati

598355_437465199635344_1711105812_nForse non lo sapete, ma il 24 e 25 febbraio non si vota solo nei seggi istituzionali: anche le librerie per due giorni diventeranno urne dove esprimere un voto. I librai sono impazziti? No, ma insieme ai bibliotecari, al Centro nazionale del Libro e a molte altre realtà promotrici di lettura, sono impegnati nella stesura di una legge sul libro che in Europa è presente in quasi tutti i paesi e in Italia invece non sembra una priorità per nessuno. C'è solo un momento in cui i politici sembrano fermare la loro giostra di reciproche autoreferenzialità e rivolgersi con attenzione ai cittadini: questo momento sono le elezioni. Perché allora non cogliere l'occasione per chiedere loro, da lettori, di assumersi un impegno per proteggere e aumentare i tassi di lettura nel paese? Per questo motivo nelle librerie di tutta Italia sarà possibile firmare una lettera aperta ai candidati e alle candidate a queste elezioni politiche. In Sardegna le librerie che resteranno aperte per questa iniziativa sono Corso Libri Piazza Repubblica (Corso Vittorio Emanuele a Cagliari), Libreria Mondadori Atene Sarda (Nuoro), Libreria Godot (Isili), Libreria EmmePi (Macomer) e libreria Koiné (via Roma a Sassari). Ecco il testo della lettera.

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Dimmi come la pensi e ti dirò chi ti paga

Vi fidate dei giudizi degli utenti sui libri perché li credete disinteressati? Forse qualche volta sbagliate. Saranno anche i tempi in cui puoi twittare al tuo attore del cuore che il suo ultimo film non ti è piaciuto, costringere un politico a venire a rispondere del suo operato sul blog dove hai postato una sua magagna o vedere un'azienda risponderti su FB perchè ti sei lamentato del prodotto che ti ha venduto; ma sono anche i tempi in cui chiunque può diventare "opinion leader" sulla rete e muovere altri utenti verso una precisa direzione commerciale. Gli altri infatti si fidano del tuo giudizio proprio perché sei uno come loro e la tua opinione ha il fascino sincero del consiglio dell'amico. Trasparenza totale, quindi? Non proprio. 

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