Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.Heinrich Heine
Éntula

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Lorella Zanardo a piede Lìberos

Locandina ZANARDO

Siete convinti che le giovani generazioni abbiano un'idea diversa del rapporto tra i sessi? Vi sbagliate di grosso. Nelle scuole superiori del cagliaritano solo 7 ragazzi su 10 pensano che picchiare la propria ragazza sia un comportamento inaccettabile; se lei si è permessa di "mettere le corna", la percentuale scende addirittura a 5. La molestia insistente che è diventata reato grazie alla legge sullo stalking è ancora considerata dai nostri ragazzi un'espressione di passione amorosa. Congedi parentali per gli uomini? Assolutamente non prioritari: la donna deve fare la madre, è il suo ruolo naturale. I dati sconcertanti emergono da un questionario per lo studio e la prevenzione della violenza di genere fatto realizzare dalla Provincia su 737 studenti di tre scuole superiori: il Sandro Pertini di Cagliari, l'Enrico Mattei di Decimo e il Pitagora di Selargius. Come si agisce su una realtà culturalmente arretrata come questa in materia di rapporto tra i generi?

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La profashionista: L'importante è finire

Andare in giro con un libro a mo' di pochette l'ultimo dell'anno può essere poco pratico se andrete ad una cena a buffet, dove le mani libere non sono mai abbastanza, e perfino apparire scortese (il dubbio che vi siate portate da leggere perché eravate quasi certe di annoiarvi è legittimo). Però può rivelarsi anche un utile alleato. Come sempre, dipende dal libro.

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La profashionista: Il tailleur nero chiama storie di colore

tailleurLa cosa chiamata tailleur è una entità nebulosa nell'armadio di una donna. Può indicare gonna a tubino e giacca doppiopetto, ma anche pantaloni a zampa e giacca con revers, oppure shorts in lana pied-de-poule e giacchino corto: l'unica cosa stabile è che i due pezzi che lo compongono sono solitamente coordinati. Il classico tailleur nero, nelle due varianti gonna o pantalone, è presente in tutti i guardaroba anche in più modelli, dei quali il primo è stato comprato in genere per il giorno della laurea. I due pezzi, usati separatamente con altri capi, si riveleranno poi formidabili passpartout, ma usati insieme con qualche intelligente variante d'accessorio avranno il potere di farvi sembrare sia ambigua e sexy come Maggie Gyllenhall in Secretary che stronza come la Sigurney Weaver di Una donna in carriera: comunque mai innocua. E' un capo perfetto per un colloquio di lavoro, una cena un po' formale o una cerimonia non religiosa, ma se siete abbastanza disinvolte da sdrammatizzarlo con il complemento giusto, niente vi vieta di usare il tailleur anche in circostanze meno rigide. La differenza la faranno le scarpe e, soprattutto, il libro che ci metterete vicino.

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Del fare i librai nel disastro

Lo stato del mercato librario italiano appare da qualche tempo come un'imitazione malriuscita dell'universo disastrato di Mad Max e Ken il guerriero o - molto più realisticamente - delle Cronache del dopobomba gucciniano-bonviane.

I librai indipendenti stramazzano al suolo agonizzanti e morenti, il digitale avanza/arranca, la grande distribuzione sbrana qualsiasi cosa si trovi di fronte, le grandi librerie online cercano di tenere il più possibile, le librerie di catena si trasformano in ristoranti, i grandi editori giocano a chi ha lo sguardo più corto (e anche il braccino) e gli autori si spaventano e si disorientano. Tutto brucia, crolla e muore.
Al di là del tono apocalittico, è in momenti come questo che riemerge lo spirito tutto italico del farsi forza a vicenda e fare rete diventa il più classico degli imperativi categorici, se non l'unica via percorribile.
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Insulti letterari di un certo livello

Forse dovrebbe iniziare a recensire la sua intelligenza, ovviamente stroncandola.

(Isabella Santacroce contro il critico Renato Barilli)

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Lìberos alla Mostra del libro di Macomer

La mostra del libro di Macomer è un appuntamento che - pur tra alti e bassi - si può considerare a buon diritto storico nel panorama editoriale dell'isola. Quest'anno la cittadina del Marghine si prepara per la dodicesima volta ad accogliere scrittori ed editori, presentando un programma dove compaiono anche alcuni autori Lìberos e le loro case editrici. Si comincia il 25 ottobre con una giornata piuttosto dedicata soprattutto alle scuole, al termine della quale si esibirà un duo di eccellenza che interesserà molto di più gli adulti: la voce magnetica di Giovanni Carroni e i mille strumenti di Gavino Murgia portano infatti in scena i monologhi di Mialinu 'e Crappinu ispirati agli scritti di Pira.

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Pron­tua­rio di ge­stio­ne dei con­flit­ti per pa­ga­re il con­to al bar

Ogni ter­ra ha la sua sto­ria e la sto­ria del­la Sar­de­gna è fat­ta di ac­co­glien­za e di ospi­ta­li­tà (a vol­te pu­re trop­pa). Lad­do­ve in al­tri luo­ghi si fa al­la ro­ma­na o si re­ci­ta am­ba­ra­bà­cic­ci­coc­cò con le di­ta in­cro­cia­te per ve­de­re a chi il fa­to get­te­rà ad­dos­so l'o­ne­re in­gra­to di pa­ga­re il con­to, in gran par­te del­l'i­so­la av­vie­ne esat­ta­men­te l'op­po­sto: as­su­mer­si il ruo­lo di sal­da­re le con­su­ma­zio­ni al­trui è un di­rit­to di ospi­ta­li­tà di­fe­so stre­nua­men­te con­tro chiun­que cer­chi di ap­pro­priar­se­ne sen­za ave­re ade­gua­ti ti­to­li. E poi­ché i ti­to­li per in­vi­ta­re ri­ten­go­no di aver­li tut­ti, la li­tur­gia per ve­ri­fi­ca­re chi è che li pos­sie­de ve­ra­men­te è in ul­ti­ma istan­za in ma­no al ba­ri­sta. Ma non è sem­pre pa­ci­fi­co, que­sto con­ten­zio­so.

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Tìrali a casino: I cinque illeggibili di Lia Celi

Lia Celi è giornalista e scrittrice. Autrice di satira, per sei anni ha fatto parte della redazione di "Cuore". Ha scritto anche per "Smemoranda", "Avvenimenti", "Sandokan", "Insieme", "Gulliver" e "Specchio" della "Stampa". È stata uno degli autori del programma satirico di Raidue Pippo Chennedy Show e ha collaborato alle trasmissioni radiofoniche di RadioRai.
Dopo la lunga esperienza sulla sua rubrica di culto Diario di una mamma imperfetta è nato nel 2011 Piccole donne rompono. Di recente pubblicazione per Laterza Corso di sopravvivenza per comunisti in crisi. Le sue battute su Twitter sono seguite da 27mila follower: con questo curriculum era solo questione di tempo prima di arrivare a Tìrali a casino.


«L’eleganza del riccio» (Muriel Barbery)
Di solito i libri che compro alle Poste per ingannare l’attesa non mi deludono mai (vedi «La Dieta Dukan», «L’ultimo Catone», «Donne col tacco 12»). Questo l’ho trovato così pretenzioso e irritante che al confronto il dépliant di Bancoposta era Steinbeck. Mi sembrò assolutamente incredibile che un’intellettuale raffinatissima, ancorché parigina, andasse a fare la portinaia, ma del resto all’epoca non avevo ancora visto Mara Carfagna diventare ministro della Repubblica. Sia come sia, ne ho letto un terzo poi l’ho passato a mio marito che, essendo più paziente e francofilo di me, è riuscito a finirlo e si è pure commosso. Però se le nostre figliolette preadolescenti si comportassero come la Paloma del romanzo, le prenderebbe a calci in culo, ottenendo gli stessi risultati del signor Ozu e in molto meno tempo.

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Appuntamenti imperdibili: Il canto Lìberos di un’italiana innamorata del Brasile: inizia il tour sardo di Barbara Casini

Barbara Casini a piede LìberosCantante poliedrica, chitarrista dal tocco vellutato e un’esperienza trentennale come brillante interprete della musica popolare brasiliana: si potrebbe sintetizzare così il curriculum di Barbara Casini, musicista e compositrice nostrana folgorata sulla via di Rio de Janeiro dalle sonorità verdeoro. Studi di psicologia padovani, formazione da pianista, esploratrice vocale dei territori musicali ai confini del jazz, Barbara ha incrociato i ritmi languidi della Bossa Nova a quindici anni circa. Ed è stato amore a prima vista.
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Addio a Mandela, balente per la libertà

La parola "balente" rispunta spesso sui giornali e troppe volte senza scopo, sporcando una delle più belle definizioni sarde del valore morale di un uomo solo per fare il titolo ad effetto sotto l'arresto di un comune delinquente. Ogni volta che l'espressione "l'ultimo balente" viene usata in questo modo improprio, il rischio che si corre è quello di far credere ai nostri figli che l'antico e nobile concetto di balentìa abbia davvero qualcosa a che fare con una vita fuori dalle regole civili. Per non correre il rischio e lasciar loro un'idea di balentìa che sia più corretta e dignitosa, raccontategli la storia di un balente vero: quella di Madiba Mandela detto Nelson, combattente per la libertà e poi presidente del popolo che aveva contribuito a liberare e riconciliare. Mandela, morto poche ore fa, era un buon maestro di vita e sono così pochi i buoni maestri rimasti che ogni volta che ne viene a mancare uno si avverte come il suono di un crollo, lo svanire di una pietra d'appoggio che fino a quel momento ci aveva dato equilibrio e forza. Quel vecchio novantacinquenne sudafricano era, tra quelle pietre, una delle più solide.
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