Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.Jorge Luis Borges
Prima di continuare il discorso iniziato un mese fa, devo ai dieci lettori di questa rubrica una rettifica. Avevo detto che nessuno aveva ancora inventato uno spazzolino da denti bluetooth, e invece non è vero. Esiste sul serio, costa 49.99$ ma le testine di ricambio le dovete comprare a parte. A cosa serve? Grazie a una applicazione dedicata (iOs e Android) potrete postare su Facebook e Twitter le statistiche sulle vostre abluzioni orali, quante volte vi siete lavati i denti, quanto tempo ci siete rimasti e l’effettiva qualità della pulizia grazie all’accelerometro incorporato nel manico. Rimarrete in brevissimo tempo senza amici e/o follower, ma sarete dei veri nerd.
Oggi è l'ottantesimo anniversario del cosiddetto "rogo dei libri" di Bebelplatz, durante il quale i nazisti bruciarono migliaia di libri di autori sgraditi in una sola notte. Nelle fiamme arsero tra gli altri anche Thomas ed Heinrich Mann, Heine e Brecht. Non era però il primo rogo della storia, perché cancellare gli oppositori politici attraverso la distruzione dei libri che contengono il loro pensiero è una tentazione ricorrente in ogni epoca e a ogni latitudine e non conosce colore politico. È figlia della dittatura politica o religiosa, il cui codice espressivo ha bisogno di affermare come valida un'unica verità, un'unica versione della vita e del mondo e un unico pensiero legittimo.

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O ti piaceva o lo detestavi, don Andrea. Non aveva mezze misure con la vita, ma per i poveri e gli ultimi ha aggiustato il metro mille volte, perché non sopportava di vedere regole troppo strette applicate a chi faticava già tanto a reggersi in piedi. Per questo nelle sue invettive pubbliche prendeva di mira soprattuto quella che considerava la feccia dell'umano: la categoria senza redenzione di chi esercita la forza sempre sui deboli e sugli sventurati. Ieri è morto dopo una vita intensa, vissuta tutta nel segno dell'anticonformismo e dell'autenticità. Cosa ci ha lasciato questo prete senza padroni?
Il buio. Un movimento, uno sparo, un rivolo di sangue che attraversa la lama di luce. Lo scalpiccio frenetico di una fuga, la città che scorre e lo sguardo improvviso di una bella donna. Il sapore delle sue labbra, la morbidezza del suo seno. Una violenza improvvisa, un inseguimento e un boccone amaro da inghiottire. Nel finale, un domani incerto. Questo è il noir per Enrico Pandiani, scrittore ad alta tensione rubato al fumetto ormai da quattro anni e ancora non restituito. La Sardegna lo avrà ospite per quattro date a partire dal 24 maggio a Cagliari, in qualità di scrittore a piede Lìberos. Ma chi è Enrico Pandiani?
Non ricordo con precisione quand’è stata la prima volta che ho sentito la musica dei Doors, forse frequentavo l’ultimo anno delle medie, o forse avevo appena iniziato il liceo, chissà. Però ricordo perfettamente che a impressionarmi non era stata la voce di Jim Morrison, le cui spoglie d’altra parte già riposavano al Père Lachaise. Più che il canto, più che i testi delle canzoni, era stato il suono liquido delle tastiere a farmi uscire di testa, a lasciarmi sbigottito, proprio di sasso.
Un libro necessario, oltre che interessante e assolutamente scorrevole, da leggere e tenere a portata di mano. La quarta di copertina recita "[...] bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi. Dobbiamo trovare le parole". In questo libro ho trovato appunto le parole oltre che una maggiore consapevolezza del problema…

Prendi la chiavetta. Continua il racconto. Aspetta il finale.
Ecco la filosofia di USBook.
Che cos'è USBook?
Si tratta di un progetto targato Whataboutsardinia, un esperimento di scrittura creativa e collettiva a Cagliari.
L’iniziativa prevede l’installazione di tre chiavi USB in tre luoghi significativi per la cultura e la diffusione della letteratura e della scrittura creativa: Circolo Babel, Libreria Mieleamaro, Libreria Piazza Repubblica Libri.
(Il testo che segue è la versione integrale di una lunga intervista realizzata alla blogger cubana Yoani Sanchez da Michela Murgia lunedì 29 aprile 2013. L'intervista è concessa in esclusiva a Lìberos grazie alla cortesia del settimanale Donna Moderna, dove per ragioni di spazio ne è comparsa una versione più breve.)