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E intanto, mentre non c'eri...

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Huckelberry Finn
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Paul Ricoeur

La metafora viva

Voto medio della comunità Lìberos
Recensioni (1)
Inserito il 30-01-2014 da Alberto Rossi
Aggiornato il 30-01-2014 da Alberto Rossi
Disponibile in 1 libreria
Inserito il 30-01-2014 da Alberto Rossi
Aggiornato il 30-01-2014 da Alberto Rossi
Disponibile in 1 libreria

Il presente volume tende a mostrare che i linguaggi metaforici non sono carenti di vero rapporto con la realtà, anzi sono linguaggi portatori di una sovrabbondanza di senso.

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Recensioni

Alberto Rossi

Il voto non va al libro in sé, che è d'altronde uno dei grandi classici della retorica contemporanea, quanto alla traduzione, forse la peggiore in cui io mi sia mai imbattuto nella mia miserabile esistenza. Complimenti a Jaca Book (la cui fama d'altronde è degna di quest'operazione), per aver messo in commercio un libro in cui un milione di volte compare "esigito" come participio passato di esigere, in cui il singolare di semi (nel senso di unità minime di senso) è seme, in cui l'aggettivo che deriva da sineddoche è sineddochico. Ma soprattutto il vero capolavoro a pagina 181, dove compare questa frase: "il luogo di scambio tra denominazione e predicazione, che è anche quello in qui la metafora-parola trova il suo aggancio nella metafora-enunciato." Arrivato a quel punto non sono riuscito ad esimermi dall'appuntare una nota malevolmente blasfema, sebbene il libro sia in prestito dalla biblioteca. Ma a tutto c'è un limite.

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Editore: Jaca Book

Lingua: (DATO NON PRESENTE)

Numero di pagine: 427

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-10: 8816400692

ISBN-13: 9788816400696

Data di pubblicazione: 1997

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Il voto non va al libro in sé, che è d'altronde uno dei grandi classici della retorica contemporanea, quanto alla traduzione, forse la peggiore in cui io mi sia mai imbattuto nella mia miserabile esistenza. Complimenti a Jaca Book (la cui fama d'altronde è degna di quest'operazione), per aver messo in commercio un libro in cui un milione di volte compare "esigito" come participio passato di esigere, in cui il singolare di semi (nel senso di unità minime di senso) è seme, in cui l'aggettivo che deriva da sineddoche è sineddochico. Ma soprattutto il vero capolavoro a pagina 181, dove compare questa frase: "il luogo di scambio tra denominazione e predicazione, che è anche quello in qui la metafora-parola trova il suo aggancio nella metafora-enunciato." Arrivato a quel punto non sono riuscito ad esimermi dall'appuntare una nota malevolmente blasfema, sebbene il libro sia in prestito dalla biblioteca. Ma a tutto c'è un limite.

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