L’obiettivo di questo libro è ambizioso: pensare la giustizia riparativa, non più come una materia di nicchia, ad appannaggio di pochi esperti o “eletti”, ma come una realtà effettiva della giustizia, una risposta non solo legittima ma anche “giusta” al bisogno di giustizia che nasce a seguito di un’ingiustizia commessa e/o subita. Serve un “sentire collettivo” che guardi alla giustizia riparativa come a un diritto per tutti, e per questo garantito da stabili politiche pubbliche, una possibilità alla portata di chiunque vi si voglia avvicinare. Rendere la giustizia riparativa accessibile, fruibile, comprensibile, condivisibile: questo è il cuore del progetto degli autori. Da qui la scelta di partire da “un grande affresco esperienziale”, come lo definiscono loro stessi.Gli autori non propongono un’analisi teorica di quanto accade davanti ai loro occhi, ma scelgono di accompagnarci all’interno di un’esperienza. Nel libro non vi è nulla che Caterina e Gianni non abbiano vissuto in prima persona, con il loro corpo, le loro emozioni e i loro pensieri. Attraverso la profondità e l’autenticità delle storie raccontate, siamo accompagnati a fare esperienza della giustizia dell’incontro, ci viene proposto di oltrepassare le verità processuali per avvicinarci alle verità personali di ciascuno dei partecipanti, ci viene mostrato come possa essere esercitata concretamente l’equiprossimità del mediatore, e come l’incontro permetta a due monologhi di trasformarsi in un dialogo, attraverso il lavoro quasi invisibile che i mediatori conducono con cura, pazienza, competenza e rispetto per i tempi individuali. Gli autori non partono da un’analisi accademica e scientifica delle dinamiche del conflitto e della mediazione (seppur nella seconda parte del libro venga dedicato uno spazio significativo anche a questa prospettiva). La loro è un’immersione nella concretezza dell’incontro umano. Un viaggio che ci mostra come il percorso riparativo non possa mai essere ridotto a una “ricetta” standardizzata, ma richieda una riflessione continua e un adattamento alle specifiche esigenze di ciascun individuo coinvolto. Ognuna delle storie narrate rappresenta un incontro unico e irripetibile, che sfida ogni tentativo di generalizzazione e ci invita ad ascoltare e a capire le particolarità di ogni singolo caso. I mediatori incontrano ogni esperienza vissuta come esperienza unica e irripetibile, e su questa singolarità costruiscono il loro agire.Il lettore, preso per mano, può attraversare storie complesse e dolorose senza smarrirsi, toccando direttamente alcune questioni cardine per la giustizia riparativa.