Manon ricorda come se fosse oggi le parole che suo padre le diceva. Suo padre che è stata costretta ad abbandonare da piccola e che ora non c'è più. E' stato lui a insegnarle quello che sa sui libri. È quella voce che cerca ora tra i volumi della biblioteca che le è stata affidata come studiosa di libri antichi. Ma non la trova. Per la prima volta non riesce a trovare l'anima di quella misteriosa raccolta privata. Il suo potere speciale sembra essere svanito nel nulla. Manon crede allora di aver sbagliato a lasciare Barcellona e la sua grande famiglia per andare a Verona la città dove è nata e che è così piena di ricordi. È già pronta ad arrendersi quando tra gli scaffali trova dei volumi scritti da autrici donne. Manon si accorge all'improvviso di aver esaminato unicamente opere di scrittrici come Christine De Pizan e Lucrezia Marinella, poetesse come Rosvita di Gandersheim e pensatrici del calibro di Ipazia. Una collezione al femminile. Una cosa unica. Quelle donne, quelle pagine parlano di donne forti, ribelli, pronte a tutto per i loro sogni in un mondo che non dà loro spazio. Ma c'è qualcosa di più. La sua sintonia con i libri è tornata. E questa volta molto più forte. C'è qualcosa in quella biblioteca che sembra parlare del suo passato, delle radici della sua famiglia. Anche se è impossibile. Anche se vuol dire mettere in discussione tutto quello che le hanno raccontato. Con accanto un giovane libraio antiquario con cui condivide la sua passione, Manon scava nei segreti di quell'affascinante raccolta per scoprire come quelle autrici sono arrivate fino a lei: attraverso mani femminili che con testardaggine, nell'ombra di vecchi monasteri, le hanno salvate dall'oblio. Ci sono grandi autrici che dominano sempre le classifiche e che tornano ogni anno dai loro lettori con una nuova storia. E ci sono libri importanti che portano avanti memorie ormai dimenticate. Tutto questo accade nella Curatrice di libri antichi. Tra le vie magiche di Verona una giovane protagonista con la passione per i libri ridà voce a scrittrici che l'hanno persa. Perché il vero potere della letteratura è questo: non dimenticare.