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E intanto, mentre non c'eri...

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 28-08-2024
I nomi epiceni
Amélie Nothomb

"Non gli passa. È difficile che la collera passi. Esiste il verbo incollerirsi, far montare dentro di sé la collera, ma non il suo contrario. P [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-04-2024
La zona d'interesse
Martin Amis

"pensavo, come ha potuto «un sonnolento paese di poeti e sognatori», e la più colta e raffinata nazione che il mondo avesse mai visto, come ha [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-02-2024
Il libro delle sorelle
Amélie Nothomb

"Tu che adori la letteratura non hai voglia di scrivere? - Adoro anche il vino, ma non per questo ho voglia di coltivare la vigna."

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Diego De Silva

Certi bambini

Voto medio della comunità Lìberos
Recensioni (2)
Inserito il 12-08-2013 da Anita Rudcliff
Aggiornato il 12-08-2013 da Anita Rudcliff
Disponibile in 3 librerie
Inserito il 12-08-2013 da Anita Rudcliff
Aggiornato il 12-08-2013 da Anita Rudcliff
Disponibile in 3 librerie

Rosario, undici anni, un completino da calciatore nella borsa degli allenamenti, va a compiere la sua prima esecuzione di camorra al termine di un lungo tirocinio d'istruzione a uccidere. Tornando nel suo quartiere in metropolitana, ripercorre a ritroso le tappe più significative del cammino che lo ha portato fino a quel punto. E la storia di Rosario diventa il racconto di un mondo spaventoso, che è il nostro mondo. De Silva racconta uno dei peggiori delitti che la criminalità contemporanea abbia scelto di commettere: il furto dell'infanzia.

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Recensioni

Sabina

Qui di bambini non ce ne sono. Sarà anche una storia inventata, ma è terribilmente verosimile. Da mettere a fianco a Gomorra, per avere un quadro completo della vita criminale di Napoli. Disarmante.

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Anita Rudcliff

Un libro che racchiude emozioni fortissime e intense, e raramente piacevoli...si passa dalla profonda pietà che si prova "guardando"in faccia il protagonista(e vi assicuro che è come se mi fosse stato davanti, nella lettura , coi suoi occhi inespressivi, i nervi tesi pronti a scattare in qualsiasi momento , e i suoi momenti nei quali il bambino che è in lui rischia di venir ffuori ma viene prontamente ricacciato dentro)al ribrezzo per le gesta sue e dei suoi compagni ,all infinita tristezza per le loro sorti ...che sono bambini ,anagraficamente parlando , lo sai solo perchè l hai letto all inizio del libro ..ma sai anche che in realtà, probabilmente, bambini non lo sono mai stati , e neppure loro se lo riocrdano più...il libro è crudo e realistico, la descrizione della giornata che precede il primo omicidio del protagonista è lenta, quasi ti sfinisce ,sembra quasi poter cogliere il suono sordo del battito del cuore del ragazzo, calmo , cadenzato...dopo, è tuttoun suussegiirsi di immagini senza alcun ordine cronologico, il ritmo divene incalzante , si adegua al ritmo del treno che lo porta lontano dal luogo del delitto , il battito stesso del cuore diviene tutto un tremito e un sussulto..solo nelle parentesi felici , quando ricorda i suoi amici della casa Letizia ,la lettura torna a essere scorrevole ...ma quelle parentesi ormai non esistono più,e ricordarle fa male ..il ragazzino ha varcato la soglia del non ritorno e nessuno adesso lo potrà più salvare ...
Lettura difficile per alcuni versi , ma assolutamente da consigliare..

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Editore: Einaudi

Lingua: (DATO NON PRESENTE)

Numero di pagine: 148

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-10: 8806177702

ISBN-13: 9788806177706

Data di pubblicazione: 2005

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Rosario, undici anni, un completino da calciatore nella borsa degli allenamenti, va a compiere la sua prima esecuzione di camorra al termine di un lungo tirocinio d'istruzione a uccidere. Tornando nel suo quartiere in metropolitana, ripercorre a ritroso le tappe più significative del cammino che lo ha portato fino a quel punto. E la storia di Rosario diventa il racconto di un mondo spaventoso, che è il nostro mondo. De Silva racconta uno dei peggiori delitti che la criminalità contemporanea abbia scelto di commettere: il furto dell'infanzia.

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Sabina

Qui di bambini non ce ne sono. Sarà anche una storia inventata, ma è terribilmente verosimile. Da mettere a fianco a Gomorra, per avere un quadro completo della vita criminale di Napoli. Disarmante.

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Anita Rudcliff

Un libro che racchiude emozioni fortissime e intense, e raramente piacevoli...si passa dalla profonda pietà che si prova "guardando"in faccia il protagonista(e vi assicuro che è come se mi fosse stato davanti, nella lettura , coi suoi occhi inespressivi, i nervi tesi pronti a scattare in qualsiasi momento , e i suoi momenti nei quali il bambino che è in lui rischia di venir ffuori ma viene prontamente ricacciato dentro)al ribrezzo per le gesta sue e dei suoi compagni ,all infinita tristezza per le loro sorti ...che sono bambini ,anagraficamente parlando , lo sai solo perchè l hai letto all inizio del libro ..ma sai anche che in realtà, probabilmente, bambini non lo sono mai stati , e neppure loro se lo riocrdano più...il libro è crudo e realistico, la descrizione della giornata che precede il primo omicidio del protagonista è lenta, quasi ti sfinisce ,sembra quasi poter cogliere il suono sordo del battito del cuore del ragazzo, calmo , cadenzato...dopo, è tuttoun suussegiirsi di immagini senza alcun ordine cronologico, il ritmo divene incalzante , si adegua al ritmo del treno che lo porta lontano dal luogo del delitto , il battito stesso del cuore diviene tutto un tremito e un sussulto..solo nelle parentesi felici , quando ricorda i suoi amici della casa Letizia ,la lettura torna a essere scorrevole ...ma quelle parentesi ormai non esistono più,e ricordarle fa male ..il ragazzino ha varcato la soglia del non ritorno e nessuno adesso lo potrà più salvare ...
Lettura difficile per alcuni versi , ma assolutamente da consigliare..

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Éntula, il festival letterario diffuso CON la Sardegna

Mens Sana, festival di letteratura sportiva

Liquida, festival di letteratura giornalistica