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E intanto, mentre non c'eri...

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 28-08-2024
I nomi epiceni
Amélie Nothomb

"Non gli passa. È difficile che la collera passi. Esiste il verbo incollerirsi, far montare dentro di sé la collera, ma non il suo contrario. P [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-04-2024
La zona d'interesse
Martin Amis

"pensavo, come ha potuto «un sonnolento paese di poeti e sognatori», e la più colta e raffinata nazione che il mondo avesse mai visto, come ha [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-02-2024
Il libro delle sorelle
Amélie Nothomb

"Tu che adori la letteratura non hai voglia di scrivere? - Adoro anche il vino, ma non per questo ho voglia di coltivare la vigna."

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Dave Eggers

Zeitoun

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Giancarlo Zoccheddu

Incubo privato. Che poi diventa pubblico. La prima parte meglio della seconda. Cioè quando la storia prende la piega dell'uomo incastrato in ingranaggi più grandi di lui. La prima parte invece. C'è l'uragano Katrina, New Orleans. Un uomo resta nella sua casa, non segue la famiglia in fuga dalla città. Vuole prendersi cura delle sue cose tipo la casa e tutto quello che c'è dentro. E intanto prende la sua canoa e se ne va a zonzo per le strade allagate. Aiuta qualcuno. Aiuta i cani abbandonati (questa parte è bellissima, ma che ve lo dico a fare) Poi le cose cambiano e finisce che la sua storia prende tutta un'altra direzione. Terrorismo, Polizia, Violenza eccetera. Qui il romanzo diventa giusto e corretto e un poco piatto, seppur scritto accuratamente. Oh, e questa storia della recensione ce la siamo levata dalle palle. Ora altro. Ci sono delle volte che pensare tutto allagato, tipo la mia città o la vostra città (fate uno sforzo, dai) mi sembra molto bello. Senza le conseguenze di un uragano, mi pare ovvio, senza morti eccetera. Tutto allagato. Prendere una barchetta e farsi un giro. Se l'acqua fosse pulita, non torbida, non mi piace l'acqua torbida, io tipo mi metterei il costume e nuoterei, farei la stessa strada che faccio per andare al lavoro o che ne so quella per andare al cinema, però a nuoto. Poi quando sono stanco mi riposo su qualche balcone al primo piano o su qualche tetto di una casa se il livello dell'acqua è molto alto. Sarebbe bello se ci fossero in giro dei pesci grossi che ti nuotano intorno. Una balena magari che ti agganci e la usi come mezzo di trasporto e poi altre persone si agganciano e mano a mano che uno arriva a destinazione si sgancia. Poi vabbè un numero limitato di persone tanto da non affaticarla, insomma su queste cose si ragiona con calma. Ecco per esempio incontri un amico e nuotate insieme e chiacchierate. Vi salutate quando prendete direzioni diverse. Roba così. Tutto allagato. Silenzioso. Ciaf Ciaf. Acqua trasparente. "E' gia passata la balena?" "Si, un minuto fa" "Accidenti, vabbè aspetto la prossima".

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Editore: Mondadori

Lingua: (DATO NON PRESENTE)

Numero di pagine: 312

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-10: 8804600128

ISBN-13: 9788804600121

Data di pubblicazione: 2010

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Incubo privato. Che poi diventa pubblico. La prima parte meglio della seconda. Cioè quando la storia prende la piega dell'uomo incastrato in ingranaggi più grandi di lui. La prima parte invece. C'è l'uragano Katrina, New Orleans. Un uomo resta nella sua casa, non segue la famiglia in fuga dalla città. Vuole prendersi cura delle sue cose tipo la casa e tutto quello che c'è dentro. E intanto prende la sua canoa e se ne va a zonzo per le strade allagate. Aiuta qualcuno. Aiuta i cani abbandonati (questa parte è bellissima, ma che ve lo dico a fare) Poi le cose cambiano e finisce che la sua storia prende tutta un'altra direzione. Terrorismo, Polizia, Violenza eccetera. Qui il romanzo diventa giusto e corretto e un poco piatto, seppur scritto accuratamente. Oh, e questa storia della recensione ce la siamo levata dalle palle. Ora altro. Ci sono delle volte che pensare tutto allagato, tipo la mia città o la vostra città (fate uno sforzo, dai) mi sembra molto bello. Senza le conseguenze di un uragano, mi pare ovvio, senza morti eccetera. Tutto allagato. Prendere una barchetta e farsi un giro. Se l'acqua fosse pulita, non torbida, non mi piace l'acqua torbida, io tipo mi metterei il costume e nuoterei, farei la stessa strada che faccio per andare al lavoro o che ne so quella per andare al cinema, però a nuoto. Poi quando sono stanco mi riposo su qualche balcone al primo piano o su qualche tetto di una casa se il livello dell'acqua è molto alto. Sarebbe bello se ci fossero in giro dei pesci grossi che ti nuotano intorno. Una balena magari che ti agganci e la usi come mezzo di trasporto e poi altre persone si agganciano e mano a mano che uno arriva a destinazione si sgancia. Poi vabbè un numero limitato di persone tanto da non affaticarla, insomma su queste cose si ragiona con calma. Ecco per esempio incontri un amico e nuotate insieme e chiacchierate. Vi salutate quando prendete direzioni diverse. Roba così. Tutto allagato. Silenzioso. Ciaf Ciaf. Acqua trasparente. "E' gia passata la balena?" "Si, un minuto fa" "Accidenti, vabbè aspetto la prossima".

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